Valvola di sfioro, come scegliere il materiale giusto

By | 2019-05-30T14:21:36+00:00 maggio 7th, 2019|Industria Chimica|

Le valvole di sfioro possono funzionare sia come valvole di sovrapressione, sia come valvole di contropressione: montate a monte mantengono costante la pressione in caso di incrementi di pressione superiori alla taratura, montate in linea invece permettono di sfogare eventuali sovrapressioni.

Funzionamento della valvola a sfioro

Il principio di funzionamento di una valvola a sfioro si fonda sul confronto tra la spinta sulla membrana o sul pistone derivante dalla pressione del fluido da controllare e la spinta derivante dalla molla di taratura. Naturalmente in questo confronto ci sono in gioco il peso dell’attrezzatura mobile, le spinte statiche e quelle dinamiche residue. Quando la spinta deriva dalla pressione del fluido, indipendentemente dalla tipologia di impianto in cui è installata la valvola a sfioro, l’otturatore viene sollevato e come conseguenza si ha lo scarico di un certo quantitativo del fluido stesso. Nel caso opposto, ovverosia quando la spinta del fluido è inferiore a quella della molla, l’otturatore viene liberato e va a chiudere la sede valvola sotto la spinta della sola pressione del liquido o gas da controllare, e non della molla di taratura.

PVC, PP, PVDF, PTFE e acciaio: diversi materiali per diversi usi

Riuscire a scegliere la valvola a sfioro più adatta alle proprie esigenze non è banale.
La scelta oculata è condizione necessaria per evitare sorprese indesiderate, quali ad esempio il mal funzionamento della valvola o addirittura dell’impianto.
Nella scelta è necessario considerare la temperatura minima e massima alla quale la valvola sarà sottoposta e il suo impiego.
A seconda dei fluidi con i quali la valvola verrà a contatto, andranno scelti materiali diversi.

Il prezzo va considerato con attenzione: contrariamente a quel che può sembrare a prima vista, non è il prodotto più economico a permettere di risparmiare, ma quello che sarà in grado di durare più a lungo, evitando blocchi della produzione e costi supplementari per la sostituzione.
Questo è particolarmente valido nel trattamento di sostanze gravose, abrasive e corrosive.

Quali materiali scegliere per le valvole di sfioro per fluidi corrosivi

Per i fluidi corrosivi è bene utilizzare materiali plastici, scegliendo il polimero più adatto a seconda del fluido.
Il PVC (Cloruro di polivinile) rappresenta una soluzione economicamente vantaggiosa nel campo dei materiali termoplastici per risolvere i problemi che si incontrano nel trasporto dei fluidi corrosivi industriali, e nella distribuzione e trattamento delle acque in genere. Le sue caratteristiche principali sono: buona resistenza chimica, buona stabilità termica, buona resistenza meccanica, durata nel tempo.

Il PP (polipropilene) essendo un materiale leggero, è resistente alla trazione ed è altamente resistente alla corrosione, ai prodotti chimici e all’umidità.
Le valvole di sfioro in PVDF (polivinilidenfluoruro) presentano eccellente resistenza chimica ed grande stabilità termica. Resistono al fuoco e la purezza del materiale garantisce assenza di contaminazione nei confronti del fluido convogliato.

Le valvole di sfioro in PTFE (politetrafluoroetilene) sono resistenti e flessibili, e grazie alla loro inerzia e resistenza chimica sono in grado di gestire un’infinita varietà di fluidi a pressioni e temperature esterne. Si adattano a un ampio range di temperature, resistono all’umidità e sono caratterizzate da antiaderenza e bassa frizione.
Il materiale va scelto in funzione della temperatura min e max, nonché della specifica tipologia di impiego; per la scelta si può fare riferimento alla tabella sul sito di asvstubbe.

Come scegliere una valvola: casi pratici

Come già detto, nella scelta bisogna tener presente il rapporto costi-benefici.
Ci sono casi in cui le soluzioni più economiche vanno escluse per la sicurezza e il buon funzionamento dell’impianto. Ad esempio, se la valvola deve lavorare a temperature oltre i 100 °C, il PVC va escluso.
Oltre alla temperatura, occorre considerare la Pressione di esercizio massima (Pa) e Pressione Nominale (PN) alle quali dovrà essere soggetta la valvola, ed ovviamente la tipologia di fluido.

Per fare un esempio pratico, ipotizziamo di voler installare una valvola a sfioro in un impianto dove si utilizza una soluzione di acido solforico. Il materiale sarà da scegliere in funzione della concentrazione della soluzione e della temperatura di utilizzo. Ipotizzando un impianto che utilizza una concentrazione di 10 % di acido solforico ad una temperatura oltre i 70°C, il PVC va escluso, mentre il PVDF è adatto a gestire queste condizioni, come si può vedere nell’estratto della tabella che si trova sul nostro sito.

 

 

Altre informazioni utili si possono trovare sulle schede tecniche.

 

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