La refrigerazione nell’industria alimentare

L’industria alimentare lavora e trasforma materie prime di vario genere per ottenere prodotti alimentari che vengono confezionati e distribuiti in supermercati e negozi.

La trasformazione del cibo fresco ha assunto dimensioni industriali soltanto quando è stato possibile refrigerare, preservando così le proprietà dei cibi ed eliminando i rischi connessi alla proliferazione dei batteri.

Come funziona la refrigerazione industriale

Nell’industria alimentare la refrigerazione viene solitamente ottenuta con un sistema nel quale un compressore comprime un gas: alla riduzione del suo volume, la temperatura del gas aumenta; il gas compresso passa poi in uno scambiatore di calore esterno all’ambiente da refrigerare, e qui si ha la dispersione di calore. Il fluido rientra quindi nel sistema e nuovamente si espande. All’interno del sistema, il fluido entra a contatto con acqua o aria, e le raffredda innescando il processo di refrigerazione.

Nel settore industriale il fluido più utilizzato è l’ammoniaca, che ha interessanti proprietà: appartiene ai refrigeranti naturali ed è efficiente dal punto di vista energetico sia a bassa che ad alta temperatura, offre un’ottima capacità di trasferimento del calore e ha un prezzo contenuto.

L’etichettatura di sostanze pericolose

L’ammoniaca, però, può essere molto pericolosa: è infatti infiammabile e potenzialmente tossica. All’interno degli impianti alimentari ancora più che altrove è quindi fondamentale per la sicurezza che i tubi che trasportano ammoniaca siano immediatamente identificabili. Lo prescrive, d’altra parte, il Decreto Legislativo 81, che regolamenta la Sicurezza.

Vi si legge: “I recipienti utilizzati sui luoghi di lavoro e contenenti sostanze o miscele classificate come pericolose conformemente ai criteri relativi a una delle classi di pericolo fisico o di pericolo per la salute in conformità del regolamento (CE) n. 1272/2008 nonché i recipienti utilizzati per il magazzinaggio di tali sostanze o miscele pericolose e le tubazioni visibili che servono a contenere o a trasportare tali sostanze o miscele pericolose devono essere etichettati con i pertinenti pittogrammi di pericolo in conformità di tale regolamento”.

Il decreto prevede anche che la segnaletica sia applicata in modo tale che recipienti e tubazioni interessate possano essere identificate a prima vista da qualsiasi punto d’osservazione; le etichette, inoltre, devono essere resistenti e costruite per durare a lungo.

 

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